
UNO SPORT PER TUTTI
La scherma è, per definizione, l'arte di offendere e di
difendersi mediante l'uso di armi bianche.
E' sicuramente il più nobile degli sport in quanto
leale e rispettoso dell'avversario. L'assalto di scherma può essere considerato come una partita
a scacchi, con mosse e contromosse condotte in termini di decimi di secondo. E' una disciplina di
grandissimo valore formativo per i giovani, ed un esercizio da portare avanti con gli anni, anche in età
adulta, per il mantenimento di un'eccellente forma fisica.
Sono tre i tipi di armi che si possono
usare: il fioretto, la spada e la sciabola.
Queste si differenziano, oltre che per la forma,
anche per il bersaglio da colpire e per il modo di farlo. Nel fioretto il bersaglio valido è
il tronco e il colpo deve essere portato con la punta dell'arma, così da fare accendere una luce di
segnalazione. Essendo però un'arma convenzionale occorre seguire alcune regole affinché
l'arbitro assegni la stoccata. Anche la sciabola è un'arma convenzionale, cioè soggetta al
giudizio dell'arbitro, ma con essa si può colpire sia di punta che di taglio e controtaglio, e il
bersaglio valido è il tronco, comprese braccia e testa. Nella spada invece vige la regola che chi
tocca per primo vince, come negli antichi duelli, e tutta la superficie corporea e' valida, compresi i piedi,
le mani, la testa.
In allenamento, lo schermidore assorbe una serie di valori (fratellanza, lealtà,
competenza, l’onore nella sconfitta e la dignità nella vittoria, il
rispetto dell’avversario ecc.) che terrà sempre presente in tutte le occasioni della vita come lo
studio, il lavoro, la famiglia.
La Scherma è uno
sport che forma il carattere, che contribuisce ad una crescita equilibrata della personalità, che
incalana in alcuni valori l’aggressività spesso inespressa
di tanti ragazzi.
Sulla pedana “della contesa” lo schermidore, in particolare quello
più giovane, impara a diventare completo nel corpo e nello
spirito, apprezzando i valori dell’autocontrollo, della perseveranza e della ragionata ambizione,
rafforzando altresì lo spirito di socialità, collaborazione
e perché no, di cavalleria, educando mente, funzioni ed organi all’alto rendimento nel
lavoro.
La mente, poi, gioca un ruolo molto importante.
Quale
azione è necessaria? Qual è il momento più opportuno per eseguirla? Quale tattica sta
applicando l’avversario?
Queste ed altre domande hanno
bisogno di risposte immediate durante ogni incontro, anche in allenamento, e richiedono capacità
di concentrazione e di decisione che sono fuori dalle nostre abitudini
quotidiane.
La Scherma permette la crescita armoniosa dell’individuo senza trascurare
aspetti importanti della personalità, dando la possibilità di
conoscere le caratteristiche di se stessi.
LE ORIGINI
Questa disciplina sportiva è antichissima, le sue
radici si possono far risalire praticamente
al momento in cui l'uomo si rese conto che la lotta armata poteva essere trasformata in un esercizio di
abilità e di intelligenza. Alcuni ritrovamenti testimoniano la
presenza di scuole di scherma in terra egizia, i Greci insegnavano il maneggio delle armi e i Romani
addestravano i giovani all'"armatura" nelle scuole per
gladiatori;
Dal Rinascimento in poi, pian piano, l'arma, più che nel campo militare, trova
impiego presso
le classi più agiate, che le affidano il compito di lavare l'onore; si duella anche per futili
motivi, per scommessa ad esempio, o per un gesto mal interpretato.
Così, imparare a tirar bene di scherma diviene un'esigenza: fioriscono nuove scuole, dove si
tira sempre meno con scopi cruenti e sempre più con spirito
agonistico, con l'unico scopo di dimostrarsi migliori.
Nasce in tal modo la disciplina sportiva; per non
farsi male, la lama diventa più flessibile e presenta un ingrossamento in punta, mentre l'atleta ha
una maschera per proteggere il viso e un corpetto imbottito. Le
scuole più famose sono in Italia e in Francia e a lungo la scherma si basata sulla rivalità
tra queste due nazioni. L'Italia ha sempre fatto man bassa di trofei
olimpici, questo sport è infatti il più medagliato tra le discipline italiane.
Nel corso dei secoli le tecniche di
assalto si sono fatte meno barocche, semplificandosi, mantenendo sempre viva la necessità di
una costante preparazione tecnica e di un lavoro in simbiosi tra il maestro
e l'allievo. Avviene spesso che l'allievo ci metta qualcosa di suo nella elaborazione dei colpi e
sta all'intelligenza e duttilità del maestro assecondarlo e, forte
delle proprie conoscenze tecniche, migliorarlo ed affinarlo in questi colpi fantasiosi. |