|

KARATE
Al pari di
altre arti marziali, il karate, è uno sport completo che coinvolge tutti i muscoli e le articolazioni del corpo. Per questa ragione è uno sport consigliato allo
stesso modo per bambini, adolescenti e adulti, ai quali è offerta la possibilità di elevarsi, all'interno di questa disciplina, attraverso sette gradi culminanti
nella cintura nera. Il karate è diviso in due specialità:
• kata
•
kumite
Kata
significa letteralmente "forma" o "stampo". Si tratta di sequenze composte da gesti formalizzati e codificati che simulano un combattimento contro avversari immaginari.
Il karate tradizionale prevede circa una quarantina di kata originali ai quali vengono ad aggiungersi delle varianti secondo gli stili. La maggior parte di questi
comporta una quantità di movimenti (tecniche) compresa tra i venti e i sessanta; si tratta di tecniche di attacco e parata sia con arti superiori che inferiori.
L'importanza del kata si comprende facilmente se si riflette sul fatto che nel corso dei secoli è stato il veicolo di trasmissione e comunicazione delle tecniche
di combattimento elaborate. Il kumite è il "combattimento ", incontro fra due avversari utilizzando
tecniche di braccia, gambe, gomiti e ginocchia.
ATTIVITA'
AGONISTICA
Nel karate
sportivo è prevista l'attività agonistica nelle due specialità, kata e kumite. Nelle gare di
kata gli atleti si misurano nell'esecuzione delle forme e vengono valutati in base all'espressività, la potenza, la chiusura e il ritmo delle tecniche. A ogni atleta
viene assegnato un punteggio, il vincitore è colui che ottiene il punteggio più alto, cioè colui che meglio "interpreta" il kata. Nel kumite invece lo scontro fra gli avversari è diretto, si procede in base ad un tabellone ad eliminazione diretta a sorteggio
e con ripescaggi.
La durata di un combattimento varia da un minuto e venti secondi a tre minuti effettivi a seconda della categoria
Le azioni dei combattimenti
sono finalizzate a fare punti; si fanno punti portando tecniche valide su bersagli validi. A seconda del bersaglio colpito e della tecnica utilizzata possono essere
assegnati 1, 2 o 3 punti. Sono previste ammonizioni per tecniche e comportamenti proibiti o per contatti eccessivi.
ABBIGLIAMENTO
Per
praticare il karate si usa il karate-gi.
Il karate-gi (conosciuto anche impropriamente col nome kimono), è composto da pantaloni lunghi e casacca, solitamente
bianchi ma occasionalmente neri.
La casacca si chiude con una cintura colorata in vita; il colore della cintura indica il grado e il livello di preparazione
dell'atleta . Si parte con la cintura bianca per poi passare alla gialla, arancione, verde, blu, marrone e nera. Vi sono poi sette gradi di cintura nera (dan). Solitamente
il passaggio da una cintura alla successiva è subordinato al superamento di un esame di idoneità, durante il quale si deve dar prova delle conoscenze e delle
abilità apprese; eccezionalmente la cintura di grado superiore può essere acquisita anche per meriti sportivi.
UN PO' DI
STORIA…
Il karate
nacque ad Okinawa (Giappone) nel XV secolo. Letteralmente karate significa "combattimento a mano nuda "; conobbe infatti una rigogliosa fioritura durante i periodi di
dominazione cinese, durante i quali per prevenire le rivolte, venivano vietate tutte le armi.
Gli abitanti allora perfezionarono le tecniche di combattimento senza
armi arricchendole di elementi importati dalla cultura cinese. All'inizio del XVII secolo Okinawa venne
conquistata Per essere in grado di difendersi contro il conquistatore armato, gli abitanti lavorarono intensamente al perfezionamento del combattimento a mano nuda.
L'addestramento era compiuto clandestinamente a piccoli gruppi, il che contribuì a differenziare gli stili anche all'interno dell'isola. Nel corso del XIX secolo Okinawa venne assimilata alla cultura giapponese e il significato delle tecniche di combattimento a mano
nuda si modificò; fu riconosciuto il valore educativo dell'okinawa-te e si prese la decisione di insegnarlo nelle scuole.
Incominciò allora la
formalizzazione delle tecniche e vennero formati quegli adepti che avrebbero trasmesso la loro arte fuori dell'isola.
Nel corso del XX secolo il Karate (così
battezzato dal Maestro Funakoshi) superò i confini giapponesi per giungere in Europa occidentale e in America e proseguire il suo sviluppo fino ad arrivare ai giorni
nostri.
|